RELAZIONE COLORCAMPUS 2016

Anche quest’anno ho avuto la fortuna di essere riaccolto al COLORcampus ; devo dire che prima di partire ero molto curioso di sapere se ci sarebbero state novità nel metodo di lavoro rispetto all’esperienza della scorsa estate.

Una volta arrivato queste novità non si sono fatte attendere. Prima fra tutte e sicuramente la più importante è stato l’obiettivo che avremmo dovuto perseguire al campus: diventare imprenditori di noi stessi.

Per arrivare a questo traguardo tutti noi, divisi in gruppi da tre persone, avremmo dovuto creare la nostra azienda. Di cosa si occupasse quest’ultima sarebbe stata una nostra scelta, l’importante era che fosse mirata a risolvere un problema della nostra quotidianità.

Quindi, visto che era differente il lavoro che dovevamo svolgere rispetto all’anno scorso, anche gli incontri con gli esperti si svolgevano in maniera diversa e avevano un finalità differente.

L’estate scorsa, dovendo noi coltivare il nostro sogno, gli esperti con le loro lezioni ci aiutavano a migliorare nella scrittura, nella sintesi e nei rapporti personali (solo per fare qualche esempio). Insomma tutte basi generali da cui noi poi avremmo sviluppato il nostro sogno.

Quest’anno invece ogni incontro aveva uno scopo più preciso, ovvero darci, in maniera indiretta, spunti su come avremmo potuto organizzare e indirizzare il nostro lavoro per migliorare l’azienda.

Ovviamente è cambiato anche il COLORpianeta finalizzato esclusivamente ad implementare la nostra azienda. Infatti ogni giorno presentavamo il progetto sia a William e Renata, sia all’ospite del giorno, e ci venivano indicati i punti deboli da cambiare ed i punti forti da sviluppare. In questo modo avevamo costantemente un’analisi critica e oggettiva, che ci ha permesso di intervenire con maggiore sicurezza nello svolgimento del nostro lavoro.

A mio parere questo metodo è stato molto più funzionale rispetto a quello dell’anno scorso, perché ogni incontro non era fine a se stesso ma serviva per costruire qualcosa di più complesso, andando a stimolare maggiormente l’autodisciplina e la capacità di relazionarsi, spostando il focus dal singolo al team.

Devo dire che ho sentito moto la mancanza della lezione quotidiana d’inglese, perché sono sempre più convinto che al giorno d’oggi la lingua stia diventando un requisito fondamentale, soprattutto in ambito lavorativo. Riconosco però che un’attività del genere all’interno della giornata avrebbe portato via forse troppo tempo allo sviluppo dell’azienda. Un suggerimento per il futuro potrebbe essere quello di fare anche una versione inglese della presentazione finale.

Ho apprezzato molto invece l’attenzione dedicata al COLORpress e al public speaking. Infatti grazie alle costanti correzioni della COLORcoach Emanuela, siamo tutti riusciti a migliorare la nostra capacità espositiva, la gestione di ansia e stress di fronte a un pubblico e la nostra capacità di sintesi dei concetti: tutte caratteristiche importantissime che mi rimarranno impresse e sicuramente mi saranno di aiuto in futuro.

Insomma se l’anno scorso ero uscito dal campus meravigliato di tutto quello che avevo imparato, quest’anno sono uscito soddisfatto e sicuro di essere cambiato e migliorato. È incredibile come anche questa volta la fondazione Color Your Life sa riuscita a stupirmi!

Tommaso