30 Aprile 1986: l’Italia si connette per la prima volta ad internet, nel pieno silenzio mediatico. In questo periodo solo lo scoppio del reattore quattro di Chernobyl, disastro ambientale quanto mai preoccupante, catalizza tutte le attenzioni dei mass media.

Internet in Italia è arrivato dal cielo; il primo segnale che ci ha collegato a quello che sarebbe diventata la grande rete del mondo, è partito da un bosco della Pennsylvania, dalla stazione di Roaring Creek ed è salito fino a un satellite geostazionario che stava sopra l’oceano Atlantico per poi scendere in picchiata fino alle antenne del Fucino, in Abruzzo e in un istante è arrivato a Pisa, al centro di calcolo elettronico, il CNUCE. Questo momento segnò l’inizio di una nuova era, anche se per accedere in massa al World Wide Web si sarebbe dovuto aspettare fino agli anni novanta.

La rete Arpanet, progenitrice della rete internet, doveva mettere in comunicazione fra di loro,  favorendo la cooperazione, i vari ricercatori delle università americane dei centri di ricerca degli stati uniti. Il 29 ottobre 1969, due programmatori riuscirono a scambiarsi il primo messaggio: questa è la data effettiva in cui Arpanet nasce. In parallelo al progresso di questa rete se ne svilupparono altre; ciascuna di queste fu progettata da gruppi distinti, seguendo ognuno delle specifiche di progetto completamente diverse, con il risultato che queste reti non erano in grado di comunicare fra di loro. Sorse quindi il problema di superare tale ostacolo: in quel periodo furono formulate moltissime proposte, ma su tutte vinse quella di Bob Kahn e Vint Cerf, che inventarono il protocollo TCP/IP, la tecnologia usata per trasmettere informazioni sul web.

Internet è una “rete di reti” che consente a reti eterogenee di poter dialogare tra di loro, è la più grande storia di condivisione dell’umanità. Una rete, per definizione, mette in condivisione le risorse, consente a ciascuno di poter comunicare agevolmente con l’altro.

Luciano Lenzini, uno dei tre pionieri della rete in Italia, ha dichiarato: ”La vera impresa è stata culturale, non tecnologica: l’dea di far parte di una rete globale è stata la vera rivoluzione.”

Negli ultimi vent’anni la Rete è stata insieme causa ed effetto delle principali innovazioni tecnologiche, economiche e sociali e uno dei più forti motori che ha reso possibile la globalizzazione.

Trent’anni fa l’Italia era uno dei primi paesi che si collegò a Internet (il quarto in Europa), oggi, invece, rimane incagliato nei problemi della banda larga.