Profondità di sguardi

macabre parvenze

tristezza inesorabile.

Una faccia tosta e trista.

Occhi sbarrati.

Mi ha salvato la vita.

Pensieri sparsi.

Infilo le Dr. Martens,

afferro la bici.

Non importa se fuori imperversa l’inferno

fatto di gocce di pioggia che cadono così forti

da sembrare lacrime di lava bollente.

Testa bassa.

Le lacrime del cielo si abbattono sul collo.

Raggiungo la Scogliera.

Mi ha salvato la vita.

I capelli fradici bruciano il viso.

Le lacrime come lance trafiggono le guance.

Davanti a me il mare, rosso.

Dietro le nuvole peste

il sole che tramonta e colora lembi di mare, di rosso.

Davanti ai miei piedi il precipizio.

Le onde si distruggono rovinosamente contro gli scogli.

Alimentate dalla pioggia sentono la malinconica tristezza.

Mi ha salvato la vita.

Le urla del mare si uniscono a quelle dell’anima.

Siamo fatti di sentimenti e sangue.

Mistura micidiale.

I sentimenti ci rendono nobili.

Il sangue ci ricorda che siamo vite passeggere.

Vagava attraverso la tristezza altrui.

Piccola,

dolce

faccia tosta e trista.

Mi ha salvato la vita.

I suoi occhi misteriosi tenevano nascosta

quella tempesta di vita

che imperversava silenziosa in lui.

Il respiro è affannoso.

Nella testa un sopore impalpabile.

Nel cuore un volto senza sorriso.

Oscurità splendenti

e splendori oscuri.

Le nuvole si spostano.

Un raggio di sole sgomita

tra l’intorpidimento del cielo e della mente.

Siamo anime fragili.

Distrutta dalle lacrime e dal tempo,

mi trovo in questo torpore

che invade la testa

e genera dolore.

Il cielo ha riaperto gli occhi.

E lui?

 

di Giulia Basso

Poesia ispirata dalla lettura del romanzo “L’anonima fine di Radice Quadrata” di Alessandro Mari.