COLOR YOUR LIFE è stata un’esperienza bellissima. Nuovi amici, sorrisi, divertimento ma anche fatica e lacrime. Certo, alzarsi la mattina presto, per affrontare una giornata di lavoro è stato difficile, ma ne è valsa la pena. Tanti dialetti e tradizioni diversi provenienti da tutta Italia, ragazzi fantastici ai quali mi sono affezionata molto. Essere un “COLOR” significa impegno e dedizione, ma soprattutto credere in se stessi e nelle proprie capacità, nonostante le avversità sapersi sempre rialzare a testa alta.

Il primo giorno, quando sono arrivata ero molto preoccupata, avevo paura di non riuscire a socializzare con gli altri color, ma per fortuna non è stato così. Siamo stati accolti calorosamente da William Salice, ( ex manager della Ferrero, inventore dell’ovetto Kinder e fondatore dell’associazione COLOR YOUR LIFE) Renata Crotti ( docente di storia medievale dell’università di Pavia) e dai nostri COLORcoach ( esperti in vari ambiti).  Ho fatto subito fatto amicizia con la mia compagna di stanza Greta, alla quale mi sono legata molto; entrambe facevamo parte della squadra arancione. Dopo pranzo abbiamo svolto un test per valutare le nostre conoscenze della lingua inglese, in seguito al quale abbiamo salutato le nostre famiglie, un momento molto commovente. Durante il resto della giornata siamo stati informati sui valori e le regole del campus e  sulle principali attività che avremmo svolto nei seguenti giorni.  A pranzo e cena dovevamo sederci dove c’era il nostro segnaposto al quale veniva cambiata posizione ad ogni pasto: ciò ci permetteva di sedere vicino a persone sempre diverse. Trovo che questa idea sia molto utile perché ci ha aiutato a socializzare tra di noi. In questi 10 giorni abbiamo partecipato a vari laboratori: “COLORpress” svolto a turno da cinque ragazzi, scelti il giorno precedente, i quali dovevano esporre davanti agli altri  COLOR un articolo tratto dal giornale, “COLORpublicspeaking” durante il quale noi COLOR abbiamo acquisito alcune tecniche e strategie per imparare a parlare in pubblico, “COLORpianeti” in cui abbiamo incontrato i COLOResperti, personaggi importanti soprattutto nel mondo del lavoro, che ci hanno illustrato modalità per realizzare una pubblicità. Ed infine “COLORnews” ovvero il laboratorio dove appunto 5 ragazzi a turno scrivono una pagina di giornale per il sito del Campus che espongono al resto dei COLOR dopo la cena.

 

Il 3 luglio abbiamo organizzato la giornata del COLORday durante la quale noi COLOR siamo andati per le piccole vie di Loano, distribuendo abbracci gratis in cambio di un sorriso. Vedere le persone sorridere per la semplicità di un abbraccio fa provare un’emozione difficile da descrivere.  Ritengo che COLORday è stata per me una delle esperienze più belle di COLOR YOUR LIFE.

 

Noi COLOR all’inizio del campus siamo stati divisi in gruppi da 3 persone ciascuno e abbiamo creato dei progetti basandoci su vari temi che ci sono stati assegnati: bullismo, violenza sulle donne, futuro e ambiente. Il mio gruppo aveva come tema il bullismo e il nome del team era FLAME FILMS. Abbiamo dunque creato un video che puntava a sensibilizzare chi assiste ad atti di bullismo, ma rimane indifferente. Io mi sono occupata principalmente della parte artistica e grafica realizzando disegni in attinenza al tema, creando e animando il nostro logo. I miei compagni di squadra erano Matteo e Teodora, con i quali mi sono trovata molto bene. Nel corso dei 10 giorni abbiamo esposto il nostro progetto molte volte, davanti a William Salice, Renata Crotti e i grafici pubblicitari Mario Attalla, Edgardo Bianco e i membri della società INALPI, i quali ci hanno fornito sempre nuovi consigli utili per migliorare il nostro progetto. Infine, l’ultimo giorno, dopo tanta fatica ed impegno  abbiamo esposto i nostri progetti di fronte ai nostri familiari e in diretta su Facebook. Al termine, noi COLOR purtroppo ci siamo dovuti divedere, un momento doloroso e commovente nel quale salutavamo non solo degli amici ma una famiglia che si era fatta forza a vicenda nei momenti più difficili. Le lacrime sono scese copiose mentre ci stringevamo in abbracci, e attualmente dopo due mesi da quando me ne sono andata dal campus sento molto la mancanza di tutte le persone di COLOR YOUR LIFE.

 

COLOR YOUR LIFE mi ha insegnato che bisogna sempre provare a fare cose nuove superando la paura di non riuscirci o di sbagliare, mi ha insegnato che per fare un buon lavoro bisogna saper comunicare con chi ci sta attorno e affrontare i problemi insieme, come in un gioco di squadra ognuno di noi ha collaborato con l’altro per realizzare un prodotto unito e condiviso.  Soprattutto mi ha insegnato ad essere imprenditrice di me stessa, sapere prendere decisione e credere nella mia capacità senza dimenticare che c’è sempre qualche cosa di nuovo da imparare.

Valeria