Prima dei campionati regionali primaverili di nuoto il mio allenatore ha offerto alla squadra la possibilità di approciarsi alle tecniche yoga in preparazione alle gare. Inoltre, nell’ambito delle serate sociali, ci ha suggerito di partecipare alla conferenza del professor Giuliano Boccali docente di Indologia all’Università degli Studi di Milano. Il professor Boccali era ospite del collegio Ghislieri di Pavia. La sua relazione è stata esaustiva e ricca di riflessioni.

Provo a sintetizzarne i punti salienti.

Yoga è un termine che deriva dalla radice sanscrita “Yuj” che comporta significati come soggiogare, aggiogare, unire, e rimanda a due grandi campi di significato che si rafforzano reciprocamente: soggiogare la mente, aggiogare a se stessi e unire all’assoluto universale, al dio personale e interiore.

Le prime testimonianze della pratica yoga risalgono al 2200 a.C. nella zona del subcontinente indiano dove sono state ritrovate statuette di terracotta tricefale, itifalliche nella inconfondibile posizione del loto e circondate da animali. Le prime testimonianze letterarie sono contenute invece in testi sapienziali del VI secolo a. C. che riportano momenti fondamentali della pratica yoga ancora oggi seguiti.

Lo yoga si sviluppa partendo da una osservazione empirica: l’essere umano si trova costantemente in una condizione di agitazione. Raramente il nostro corpo si muove rispondendo a un comando cosciente. Ce ne rendiamo conto quando, ad esempio, si è all’inizio di un’attività sportiva. I primi movimenti sono spesso contro istintivi, contro la tendenza naturale. Risulta molto difficile impartire un ordine al corpo. Il respiro poi è legato e dipendente dagli stati emotivi. Basta un semplice pensiero su qualcosa di sgradevole o di piacevole che il ritmo del respiro si altera immediatamente. La conseguenza di questo stato di cose è la difficoltà a manifestarsi secondo una nostra scelta cosciente. Lo yoga aiuta a controllare le tensioni, a calmare il subbuglio continuo dell’uomo, a ricercare una condizione di calma che permette il controllo di sé e lascia emergere il sé più vero, il sé individuale.

Il motivo del successo dello yoga nel mondo contemporaneo è da ricercarsi nel fatto che non richiede nessun atto di fede e non esclude nessuna fede. Richiede solo la costanza di praticare quotidianamente con la convinzione nell’efficacia della pratica e nei risultati che si possono raggiungere. Un altro motivo di successo nel mondo occidentale risiede nel fatto che lo yoga contemporaneo propone riadattamenti dei programmi tradizionali e tecniche di ginnastica occidentale come ad esempio la ginnastica svedese.

In questo modo sport, yoga e alimentazione diventano strategie per avere dei benefici sia sul piano fisico che su quello psicologico e, in ultima analisi essere persone felici.