14 anni per aver fornito la carta d’identità a Messina Denaro – Cronaca Generale

Martedì un siciliano è stato condannato a 14 anni di carcere per aver fornito la propria identità a Matteo Messina Denaro durante i 30 anni di fuga dalla giustizia del defunto superboss mafioso.


Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara, paese natale del boss latitante, è stato riconosciuto colpevole di associazione mafiosa e complicità in truffa per aver prestato a Messina Denaro la sua identità.


Martedì, in un procedimento separato, la Procura ha chiesto la condanna a 15 anni per la cugina del geometra Laura Bonafede, da lungo tempo dipendente del boss.


Messina Denaro fu catturato a metà gennaio dello scorso anno dopo 30 anni di latitanza mentre lasciava una clinica dove era ricoverato per un cancro a Palermo.


Morì in un ospedale dell’Aquila il 25 settembre all’età di 62 anni.


Messina Denaro era stato condannato per il suo coinvolgimento in dozzine di omicidi, compresi gli attentati di Cosa Nostra del 1992 che uccisero i magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.


È stato condannato anche per l’omicidio di Giuseppe Di Matteo, figlio dodicenne di un mafioso diventato testimone della Stato, strangolato e sciolto nell’acido nel 1996, e per attentati contro luoghi d’arte e religiosi a Milano, Firenze e Roma. che nel 1993 uccise 10 persone e ne ferì altre 40.


A lungo idolatrato dai mafiosi più giovani per la sua spietatezza e il carisma da playboy, Messina Denaro si è guadagnato una reputazione di brutalità uccidendo un boss rivale di Trapani e strangolando la sua fidanzata incinta di tre mesi.


Il boss, che secondo quanto riferito si divertiva ad orge con donne palermitane mentre era in fuga, una volta disse che avrebbe potuto riempire un cimitero con quelle che aveva ucciso.


Secondo quanto riferito, è stato aiutato a schivare la polizia da una “mafia della classe media”, non solo intorno al suo feudo di Trapani ma anche in tutta la Sicilia, ha detto la polizia italiana.

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