Cultura

A Chance in Life rende omaggio a Tony May e ricorda gli obiettivi UN SDG

“È la prima volta che parlo in pubblico di mio padre dalla sua morte”.

Inizia così l’intervento di Marisa May, figlia del compianto chef Tony May, al Wine & Spirits Gala organizzato da A Chance in Life.

“Mio padre è stato il mio eroe e mentore. Amava la cucina, i sigari, il golf, i viaggi. Il suo motto era “la vita è sempre bella” e non ha mai voluto la mediocrità, non era un’opzione per lui.

A consegnarle il premio “per l’eredità di stabilire lo standard della cucina italiana di lusso negli Stati Uniti” è stato Gabriele Del Monaco, direttore di A Chance In Life, che ha ricordato l’eccezionale valore di Chef Tony per la comunità italiana e americana.

“Credeva immensamente nel valore dell’istruzione”, ha ricordato sua figlia. Ha creato borse di studio culinarie e ha lavorato fino al suo ultimo giorno per fare in modo che tutti i giovani potessero conoscere, approfondire e studiare la vera cucina italiana. Come nel 1991, quando insieme ai colleghi piemontesi fondò in Italia l’Istituto Italiano di Cucina (ICIF).

Marisa Maggio

Per più di cinquant’anni ha continuato a elevare l’immagine della cucina italiana in America, contribuendo al successo di molti chef italiani negli Stati Uniti, come Marc Bianchini, Paul Bartolotta, Andrew Carmellini, Marc Vetri e Scott Conant.

“Non c’era niente che amasse di più che condividere un tavolo con amici e familiari”, ha detto sua figlia. Tavoli famosi per essere sempre grandi e abbondanti. “È nato nel sud Italia, in un luogo e in un tempo in cui la povertà si faceva sentire”. Non dimenticò mai la fame che era costretto a patire e, quasi per vendetta, visse tutto il periodo della sua vita cercando di compensare quella fame e sfamare le persone.

Un obiettivo condiviso con A Chance in Life, che opera in 11 nazioni del mondo, collaborando con 37 partner avendo come forza motrice i 17 obiettivi dell’agenda di sostenibilità delle Nazioni Unite.

In Etiopia, ad esempio, perseguono l’obiettivo numero 5: la parità di genere. In un Paese con una popolazione in crescita, le ragazze faticano ad avere accesso all’istruzione, la vera chiave per essere libere e indipendenti, e Chance in Life, grazie ai suoi volontari, permette a molti giovani di poter studiare.

Sala di gala di A Chance in Life

In Italia il terzo obiettivo, “Buona salute e benessere”, viene perseguito dando una mano ai tanti migranti ucraini arrivati ​​dopo l’invasione della Russia. Secondo le stime del Viminale, da marzo ne sono entrati 150.000: un numero enorme, impossibile da gestire senza l’aiuto di fondazioni come A Chance in Life.

Infine, a New York, l’obiettivo è il numero 2: niente fame. La fame è un grosso problema per la città, che vede tante persone bisognose nelle sue strade, anche a causa del forte aumento del costo della vita. Qui sono stati aperti i “mercati liberi” in modo che le persone possano avere a disposizione un pasto caldo e non soffrire la fame.

Proprio quello che Tony May avrebbe sempre voluto. Un sogno che oggi, grazie ad A Chance in Life, sembra quasi realtà.

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