Decreto Caivano ‘distruttivo’ per la giustizia minorile – Antigone – Cronaca Generale

Le misure introdotte dal governo per reprimere la criminalità giovanile in Italia dopo che due cugini di 10 e 12 anni sarebbero stati stuprati di gruppo da nove giovani, tra cui sette minorenni a Caivano, lo scorso luglio stanno avendo “effetti distruttivi” sul sistema della giustizia minorile, secondo l’associazione per i diritti umani Antigone detto martedì.

“Il cosiddetto ‘decreto Caivano’ ha introdotto una serie di misure che stanno avendo e continueranno ad avere effetti distruttivi sul sistema della giustizia minorile, sia in termini di incremento del ricorso alla detenzione, sia in termini di qualità dei percorsi riabilitativi per i giovani”. delinquenti”, ha affermato Antigone nel suo settimo rapporto sulla giustizia minorile, riferendosi al pacchetto approvato dal governo lo scorso settembre che prevede sanzioni più severe per i genitori dei minorenni in età di scuola dell’obbligo sorpresi a marinare le scuole, divieti DASPO e possibilità di arresti anticipati rispetto a quelli attualmente previsti.

L’associazione impegnata nella tutela dei diritti umani nel sistema penale e penitenziario ha affermato che il decreto rappresenta un “passo indietro” nella giustizia minorile, con 500 minori in carcere all’inizio di quest’anno.

Questo, ha aggiunto, è il numero più alto dell’ultimo decennio.

“L’estensione dell’applicazione dell’accompagnamento davanti all’autorità di polizia o giudiziaria in caso di flagranza e di custodia cautelare in carcere sconvolge l’impianto del codice di procedura penale minorile del 1988 e sta già provocando un’impennata dei ricoveri negli Istituti penali per minorenni ( Ipm)”, si legge nel rapporto.

“La crescita delle ammissioni negli ultimi 12 mesi è quasi interamente costituita da ragazze e ragazzi in custodia cautelare”, prosegue.

Altro effetto del decreto “è la crescita considerevole dei ricoveri all’Ipm per presunte violazioni delle leggi sugli stupefacenti, con un incremento del 37,4% in un solo anno”, ha spiegato Antigone.

I minorenni rappresentano attualmente quasi il 60% dei detenuti nelle carceri minorili, con i 16 e i 17 anni che rappresentano la fascia d’età più rappresentata.

Due anni fa Antigone affermò che la situazione era inversa, con i giovani adulti che rappresentavano la maggioranza.

“L’accresciuta possibilità introdotta dal decreto Caivano di trasferire i giovani dall’Ipm agli istituti per adulti sta mostrando i suoi effetti, con danni enormi per il futuro dei giovani”, si legge nel rapporto.

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