Esercitare la democrazia non è questione procedurale – Mattarella – Politica

Mercoledì il Presidente Sergio Mattarella ha affermato che l’esercizio della democrazia non è solo una questione procedurale.


“L’esercizio della democrazia, come abbiamo visto, non si riduce a un mero aspetto procedurale, né si consuma semplicemente nell’espressione irredimibile del proprio suffragio alle urne in occasione delle elezioni”, ha affermato. “Presuppone lo sforzo di elaborare una visione del bene comune in cui – perché inseparabili – libertà individuali e aperture sociali, bene della libertà e bene dell’umanità condivisa siano abilmente intrecciati. Né questa è una questione limitata alle sfere statali”.


Il capo dello Stato ha sottolineato anche l’importanza che la democrazia non violi i diritti delle minoranze e il requisito essenziale che tutti possano partecipare alla vita delle istituzioni.


Ha anche affermato che è importante lottare contro “le persone analfabete in materia di democrazia”.


“La democrazia non si esaurisce nelle sue regole di funzionamento, ferma restando l’indispensabilità di definire e rispettare le ‘regole del gioco’.


Perché – come ha ricordato Norberto Bobbio – sono esigenti le condizioni minime della democrazia: la generalità e l’uguaglianza del diritto di voto, la sua libertà, le proposte alternative, il ruolo insopprimibile delle assemblee elettive e, non ultimo, i limiti alle decisioni della maggioranza, nel senso che non possono violare i diritti delle minoranze e impedire che queste diventino, a loro volta, maggioranze”.


“Don Lorenzo Milani esortava a ‘dare la parola’, perché ‘solo il linguaggio rende uguali’. A essere alfabeti nella società. La Repubblica ha fatto molta strada, ma il compito di far sì che tutti prendano parte alla vita della sua società e delle sue istituzioni non finisce mai. Ogni generazione, ogni epoca, attende la prova di ‘alfabetizzazione’, di alfabetizzazione nella vita della democrazia. Una prova, oggi, più complessa che mai nell’attuale società tecnologica.


“Lottare perché non ci siano ‘analfabeti della democrazia’ è una causa primaria e nobile che riguarda tutti. Non solo chi detiene responsabilità o esercita potere. Per definizione, la democrazia è un esercizio dal basso, legato alla vita comunitaria, perché la democrazia è camminare insieme”.

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