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I produttori di vino italiani criticano le etichette di avvertimento sulla salute “allarmiste” dell’Irlanda

L’Irlanda ottiene il via libera per etichettare il vino come pericoloso.

I produttori di vino italiani si sono fortemente opposti al piano dell’Irlanda di richiedere etichette di avvertenza per la salute sulle bottiglie di vino, che delineano i legami tra alcol e tumori mortali, dopo che la mossa è stata approvata dalla Commissione europea.

Secondo i piani del governo irlandese, le bottiglie di vino, birra e liquori vendute in Irlanda dovranno riportare avvertenze sanitarie che elenchino i collegamenti tra consumo di alcol e cancro, in modo simile al sistema già in vigore sui pacchetti di sigarette.

Le etichette di avvertenza indicheranno anche i pericoli di malattie del fegato dovute al consumo eccessivo e i rischi del bere durante la gravidanza, riferisce The Irish Independent.

La mossa è stata bollata come un “attacco diretto all’Italia”. Coldirettila principale lobby agricola della contea, che descrive le etichette come “allarmiste” in una dichiarazione sul suo sito web.

Notando che l’Italia “è il primo produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato”, la Coldiretti afferma che la mossa di Dublino rischia di creare un “pericoloso precedente” in Ue.

“E’ del tutto improprio equiparare il consumo eccessivo di superalcolici, tipico dei Paesi nordici, al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità a minore gradazione alcolica come birra e vino”, si legge nel comunicato.

Coldiretti president Ettore Prandini ha detto che l’Ue fa bene a tutelare la salute dei cittadini ma questo “non si può tradurre in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente i singoli prodotti a prescindere dalle quantità consumate”.

FederviniFederazione italiana produttori, esportatori e importatori di vini, ha chiesto al governo italiano di attivarsi “per opporsi a una norma che va contro il buon senso e la realtà”.

In un comunicato del sito Federvini, il presidente Micaela Pallini ha descritto il piano dell’Irlanda come “discriminatorio e sproporzionato” perché “non distingue tra abuso e consumo”.

Lamberto Frescobaldipresidente dell’Unione Italiana Vini (UIV), ha anche definito la mossa come “un pericoloso passo avanti” che rischia di creare un “precedente estremamente pericoloso in termini di etichettatura di messaggi allarmistici sul consumo di vino”.

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