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Il Consiglio dell’UE completa la prima revisione del Media Freedom Act

Il Consiglio dell’UE ha completato lunedì (5 dicembre) la prima revisione dell’European Media Freedom Act a livello tecnico, con un lavoro significativo ancora da fare sugli aspetti fondamentali della proposta.

La riunione del Gruppo di lavoro “Audiovisivi e media” aveva lo scopo di chiarire gli ultimi due articoli della proposta – sul suo rapporto con la direttiva sui servizi di media audiovisivi e la sua entrata in applicazione.

Ciò completa il lavoro della presidenza ceca del Consiglio dell’UE sul fascicolo, riassunto in una relazione sullo stato di avanzamento adottata dal ministro dell’UE al Consiglio dell’Istruzione, della gioventù, della cultura e dello sport il 29 novembre.

Pubblicato a settembre, il proposto Media Freedom Act è concepito per aumentare la trasparenza della proprietà dei media e salvaguardare l’indipendenza e il pluralismo dei media all’interno del settore.

La proposta ha suscitato reazioni diverse, con respingimenti vocali da parte di editori e società civile, in qualche modo riflessi nelle questioni sollevate dagli Stati membri, e il lavoro approderà sul tavolo della presidenza svedese del Consiglio dell’UE a partire da gennaio.

Basi legali

Il riferimento della legge alla base del mercato interno ha suscitato polemiche, dato che i media sono generalmente considerati di competenza nazionale.

L’iniziativa si basa sull’articolo dei trattati UE che consente alla Commissione europea di adottare una legislazione per garantire il funzionamento della base del mercato interno, in quanto la proposta è tecnicamente destinata a regolamentare la fornitura di servizi di media all’interno del mercato unico.

Durante le discussioni del Consiglio, diversi Stati membri hanno espresso interesse a comprendere meglio la base giuridica del regolamento, chiedendosi se alcune delle questioni trattate dal Media Freedom Act siano effettivamente di competenza dell’UE.

A questo proposito, gli Stati membri hanno chiesto al Servizio giuridico del Consiglio, un organo molto influente all’interno dell’istituzione, di rivedere la base giuridica della proposta, cosa che ha iniziato a fare.

Ambito e definizioni

Diversi punti sono stati sollevati anche in merito all’ambito di applicazione del regolamento e alle definizioni su cui esso si fonda.

Alcuni paesi dell’UE hanno sollevato interrogativi sulla relazione tra la legge e la direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMSD), il quadro che coordina la regolamentazione a livello nazionale dei media audiovisivi.

In particolare, le delegazioni si sono chieste perché l’AVMSD non sia incluso nell’elenco degli atti legislativi che saranno interessati dal Media Freedom Act, dato che apporterà molte modifiche fondamentali alla disposizione della direttiva, in particolare riformando i gruppi di regolatori europei per i media audiovisivi Servizi.

Alcuni Stati membri hanno anche chiesto di aggiungere norme più dettagliate, anche se non necessariamente più rigorose, a disposizioni specifiche e di estendere l’approccio di armonizzazione minima ad alcuni aspetti del regolamento per coprire una gamma più ampia di settori, pur consentendo agli Stati membri di adottare norme aggiuntive, ad esempio sulla pubblicità statale.

Per quanto riguarda le definizioni, diversi Stati membri hanno chiesto chiarimenti sul fatto che il termine “editore” si applichi esclusivamente ai caporedattori o anche ad altri editori.

Alcuni governi hanno anche chiesto maggiore chiarezza sui reati inclusi nelle disposizioni della legge sui reati gravi, alcuni chiedendo l’ampliamento dell’elenco e altri chiedendo maggiore chiarezza sulla loro interazione con la procedura penale nazionale.

Fornitori di servizi multimediali

Gli Stati membri stanno inoltre cercando ulteriori informazioni sui potenziali conflitti tra le disposizioni della legge che vietano l’uso di spyware contro i giornalisti e gli organi del diritto penale nazionale.

Poiché la proposta vieta ai governi nazionali di utilizzare tali tecnologie di sorveglianza o di adottare misure punitive correlate nei confronti dei dipendenti o dei familiari dei fornitori di servizi di media, gli Stati membri hanno chiesto maggiore chiarezza nella definizione di questi gruppi.

Le discussioni hanno anche riguardato la necessità di esentare le microimprese dagli obblighi imposti ai fornitori di servizi di media, con alcuni Stati membri che sostengono che ciò ridurrebbe gli oneri amministrativi e altri che la rimozione aumenterebbe la trasparenza della proprietà e l’indipendenza editoriale in senso più ampio.

Supervisione

Il regolamento è inoltre destinato a sostituire l’attuale gruppo di regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA) con un nuovo organismo di vigilanza, il Comitato europeo per i servizi di media.

Alcuni osservatori hanno sollevato preoccupazioni su questo punto e la Commissione ha voluto sottolinearne l’indipendenza. Nell’ambito delle discussioni del Consiglio, diversi Stati membri hanno chiesto di chiarire esplicitamente nel testo che il Consiglio può operare di propria iniziativa.

Inoltre, i paesi dell’UE hanno chiesto informazioni sugli aspetti pratici di un’azione coordinata tra le autorità nazionali e sui rapporti tra il Media Freedom Act e le sanzioni imposte alle testate sostenute dal Cremlino Russia Oggi e Sputnik all’inizio di quest’anno in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.

L’UE lancia nuove sanzioni che vietano RT e Sputnik

L’UE ha imposto sanzioni economiche ai media statali russi RT e Sputnik per quello che i funzionari descrivono come il loro ruolo “essenziale e strumentale” nel portare l’aggressione all’Ucraina e destabilizzare i paesi vicini.

Pubblicità di Stato

Gli Stati membri hanno anche rivisto il fatto che i requisiti di trasparenza della legge sulle spese pubblicitarie statali si applicano solo alle autorità e agli enti delle aree con più di un milione di abitanti. Diversi paesi dell’UE hanno sostenuto la rimozione o l’abbassamento di questa soglia per aumentare la trasparenza.

[A cura di Luca Bertuzzi/Zoran Radosavljevic]

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