Il generale anti-gay nel nuovo post, promuoverà ancora il libro – Politica

Il generale italiano anti-gay Roberto Vannacci, autore del tanto discusso bestseller “Il mondo al contrario”, tornerà al lavoro mercoledì dopo qualche settimana di ferie per assumere un nuovo incarico di capo di stato maggiore del Comando delle Forze per le Operazioni di Terra, nel quartier generale dell’esercito a Roma, dopo essere stato sollevato dall’incarico di capo dell’Istituto geografico militare con sede a Firenze all’inizio di quest’anno in mezzo al furore per le sue opinioni omofobiche, sessiste e razziste pubblicate sui gay e altre minoranze.


Vannacci, 55 anni, ha promosso il suo controverso libro e ha detto martedì che avrebbe continuato a farlo dopo aver assunto il suo nuovo ruolo, che il ministero della Difesa afferma non essere una promozione, con grande incredulità e nel mezzo di un’indagine disciplinare ordinata dal ministro della Difesa Guido Crosetto.


“Durante il tempo libero – ha spiegato Vannacci all’COLORnews – svolgo tantissime attività: leggo, scrivo, vado a nuotare, a correre, a pescare, a raccogliere funghi, sto con la mia famiglia e, se voglio, posso anche presentare il mio libro, che è proprio il frutto delle mie attività artistiche, culturali e ricreative svolte, appunto, nel tempo libero”.


Vannacci è stato acclamato come un eroe dalla lobby anti-politicamente corretta in Italia per il suo libro, che prendeva di mira anche ebrei, femministe, ambientalisti e migranti.


Ha preso un mese di aspettativa dopo essere stato informato dell’indagine disciplinare formale alla fine del mese scorso.


Nel suo libro Vannacci, già capo dei paracadutisti d’élite della Folgore, dice degli omosessuali: “Voi non siete normali, fatevene una ragione!”, insistendo che “la normalità è eterosessualità”.


“Se tutto vi sembra normale, però, la colpa è delle trame della lobby gay internazionale”, aggiunge.


Si esprime con forza anche a favore dell’autodifesa: se un ladro entra in una casa, “perché non dovrei essere autorizzato a sparargli, a pugnalarlo con qualunque oggetto mi capiti tra le mani?”.


“Se affondassi la matita che ho nel taschino nella giugulare del boccale che mi aggredisce, uccidendolo, perché dovrei rischiare di essere condannato?”.

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