Il ministro dell’Interno italiano ha criticato la risposta alla tragedia del barcone di migranti

L’opposizione attacca Piantedosi mentre sale il bilancio delle vittime dei naufragi.

Il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi ha suscitato indignazione pubblica per la sua reazione al naufragio di domenica al largo delle coste meridionali italiane che ha causato la morte di almeno 64 persone, tra cui 14 bambini, nel timore che il bilancio delle vittime possa salire a circa 100.

“La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettano in pericolo la vita dei propri figli” – ha detto ai giornalisti Piantedosi dopo aver visitato il luogo del naufragio nei pressi di Steccato di Cutro – “L’unica cosa che va detta e ribadita è: non devono partire. non avere alternative”.

Piantedosi, che ha guidato la recente repressione dell’immigrazione in Italia sotto il premier di estrema destra Giorgia Meloni, ha fatto le osservazioni a seguito di un incontro con le autorità nella provincia di Crotone in Calabria, dove una barca a vela di legno si è schiantata contro le rocce al largo dopo aver trasportato migranti in un viaggio pericoloso dalla Turchia.

Tra i passeggeri della sovraffollata nave c’erano 81 sopravvissuti – stimati tra le 180 e le 200 persone che provenivano principalmente dall’Afghanistan, ma anche da Iran, Pakistan, Somalia e Siria – e le ricerche continuano per trovare i dispersi.

La scorsa settimana il parlamento italiano ha convertito in legge un decreto governativo che stabilisce un codice di condotta per le navi caritatevoli di migranti che sono obbligate a richiedere l’accesso a un porto dopo un’operazione di salvataggio e salpare verso di esso “senza indugio”, impedendo alle ONG di effettuare molteplici soccorsi lungo la costa modo.

Carlo Calenda, leader del partito centrista Azione, ha postato un video dei commenti di Piantedosi con la didascalia: “Parole indegne dette con una pomposità insopportabile”.

Elly Schlein, neoeletta leader del Partito Democratico (Pd) di centrosinistra, ha detto che il governo ha il disastro sulla “coscienza” dopo aver “approvato un decreto che impedisce i soccorsi in mare”.

Le osservazioni di Piantedosi sono state criticate come “poco più di un triste gioco di colpe, l’ennesimo schiaffo in faccia alle vittime e ai sopravvissuti di questa tragedia”, da Marco Bertotto, direttore dei programmi in Italia per Medici Senza Frontiere (Msf).

Il ministro dell’Interno ha risposto alle accuse di aver insinuato la colpa delle vittime, descrivendo tale suggerimento come “sfruttamento vergognoso”, e ha ribadito la posizione del governo secondo cui i trafficanti di persone devono essere fermati.

In un’intervista rilasciata martedì al Corriere della Sera, Piantedosi ha negato di essere “disumano” e ha ricordato di essersi recato immediatamente sul luogo del naufragio per esprimere “condoglianze per le vittime e solidarietà ai sopravvissuti da parte mia e di tutta la governo.”

Ha detto al Corriere che non c’è stato “alcun ritardo” nei soccorsi a Cutro, insistendo sul fatto che “tutti gli sforzi possibili sono stati compiuti in condizioni di mare assolutamente proibitive”, e ha sottolineato che non c’è “alcun legame tra le nuove regole e il possibile aumento dei morti al mare”.

Il ministro ha anche sottolineato che ripetera’ in parlamento la “chiara linea politica della coalizione che mira a contrastare i flussi incontrollati e la rete dei trafficanti”.

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