Il portavoce del ministro si dimette dopo la bufera di antisemitismo – Politica

Paolo Signorelli ha detto che si dimetterà dalla carica di portavoce del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in mezzo al furore per un articolo di giornale sui presunti commenti antisemiti usati in una chat online avuta con un criminale condannato che è stato assassinato nel 2019.


La conversazione tra Signorelli e Fabrizio Piscitelli, narcotrafficante, estremista di destra e grande tifoso della Lazio detto Diabolik, è stata caratterizzata da insulti agli ebrei e elogi ai terroristi neofascisti, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica.


Il dialogo è stato scoperto dall’inchiesta sull’omicidio di Piscitelli in un parco di Roma il 7 agosto 2019 e trapelato al quotidiano.


Signorelli si era sospeso dall’incarico di portavoce di Lollobrigida, membro di spicco del partito di destra Fratelli d’Italia (FdI) del premier Giorgia Meloni, dopo la diffusione del rapporto.


“Ho deciso di dimettermi dalla carica di portavoce del ministro Lollobrigida – ha detto Signorelli in un’intervista pubblicata su Il Foglio di martedì – per me e la mia famiglia e per non danneggiare il governo” Signorelli ha detto che l’antisemitismo è “leggero” anni di distanza” da lui e che non si identifica con le “stupide parole pronunciate nella stolta ignoranza.


“Era un’altra fase della mia vita, era un altro Paolo”, ha detto.

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