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La mafia ha statuto dice capo su intercettazione

(COLORnews) – ROMA, 24 GEN – La mafia siciliana ha uno statuto scritto dai suoi ‘padri fondatori’.

I magistrati hanno affermato che l’intercettazione ha confermato opinioni giudiziarie di lunga data secondo cui l’organizzazione criminale aveva regole ferree basate sulla propria “Costituzione” speciale.

I capi continuano a rispettare norme secolari tramandate di generazione in generazione e le impongono ai nuovi membri, affermano le fonti.

Cosa Nostra si basa quindi sui propri principi distorti, affermano le fonti giudiziarie.

Un giudice per le indagini preliminari ha definito l’intercettazione una prova “estremamente rara” dell’esistenza di un codice mafioso scritto, gelosamente custodito da decenni e che ancora oggi regola la vita di Cosa Nostra a Palermo.

Martedì la polizia ha arrestato sette boss e affiliati a Palermo.

Uno dei capi è stato anche colto durante un’intercettazione che criticava l’ex assalto allo Stato da parte del defunto Totò “la Bestia” Riina, compresi gli omicidi nel 1992 dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ha scatenato una repressione senza precedenti da parte delle autorità che ha indebolì notevolmente la mafia siciliana.

Ma la sua forza duratura è stata confermata dalla rete di alleati e sostenitori che ha aiutato il boss Matteo Messina Denaro, catturato lunedì scorso in una clinica oncologica di Palermo, a sfuggire alla cattura per 30 anni.

L’operazione di polizia di martedì ha coinvolto capi di lunga data e nuovi “uomini d’onore” che sono stati descritti come “riservati”. (COLORnews).

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