La RAI apre un procedimento disciplinare contro un giornalista

La RAI sostiene che Serena Bortone abbia violato le regole aziendali con Scurati post.

L’emittente statale italiana RAI ha inviato una lettera di reclamo disciplinare alla giornalista Serena Bortone per un post virale su Facebook riguardante la cancellazione all’ultimo minuto di un monologo dello scrittore antifascista Antonio Scurati nel suo talk show televisivo il mese scorso.

Nel suo post su Facebook del 20 aprile, Bortone ha affermato di aver appreso “con sgomento” della decisione di cancellare il monologo antifascista di Scurati in occasione della Festa della Liberazione, un giorno festivo italiano per commemorare la fine del regime fascista e dell’occupazione nazista. durante la seconda guerra mondiale.

Bortone ha aggiunto nel suo post di non essere riuscita a ottenere “alcuna spiegazione plausibile” sul motivo per cui l’apparizione di Scurati era stata improvvisamente eliminata dal suo spettacolo a Chesarà.

Il caso ha scatenato una forte polemica politica, con Scurati che ha accusato il governo di destra di censura, accusa respinta sia dal premier Giorgia Meloni che dalla direzione della RAI che ha sostenuto che la cancellazione dell’autore premio Strega fosse dovuta a “motivi editoriali”.

Scurati, sostenuto da giornalisti e politici dell’opposizione di sinistra, ha affermato che la mossa evidenzia presunti tentativi da parte del governo Meloni di esercitare la propria influenza sull’emittente statale.

La polemica ha portato lunedì ad uno sciopero di 24 ore dei giornalisti della Rai, rappresentati dal sindacato Usigrai, contro il “controllo soffocante” del governo sul loro lavoro.

Mercoledì sera, più di due settimane dopo aver portato alla luce il caso Scurati, la RAI ha chiesto alla Bortone di fornire “giustificazioni e chiarimenti” per il suo post su Facebook, secondo un comunicato inviato all’agenzia di stampa ANSA.

L’amministratore delegato della RAI Roberto Sergio ha affermato che il post di Bortone sui social media ha violato le norme politiche, aggiungendo che il caso ha causato “danni alla reputazione dell’azienda”.

La notizia della lettera di reclamo disciplinare contro Bortone ha suscitato la dura reazione di Daniele Macheda, segretario del sindacato Usigrai, che in un comunicato l’ha definita “inaccettabile”.

Il Partito Democratico (PD), opposizione di centrosinistra, ha definito la mossa “un atto arrogante, minaccioso e intimidatorio”, sostenendo che la coalizione di governo “vuole fare dell’azienda di servizi pubblici il megafono del governo”.

Durante un’apparizione domenica al talk show di Canale 5 Verissimo, Bortone ha detto: “Si cerca di fare la cosa giusta, per me l’importante è non fare la cosa sbagliata”, aggiungendo: “Nella vita si paga per tutto, ma l’assenza di libertà sarebbe un prezzo troppo alto da pagare”.

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