La rivoluzione dei taxi senza conducente di Wuhan guida il futuro autonomo

Wuhan, la città conosciuta in tutto il mondo come epicentro dell’epidemia di Corona, è ora in prima linea nel più grande esperimento mondiale di auto senza conducente. Con una popolazione di 11 milioni di abitanti e oltre 4 milioni di automobili, le strade della città ospitano ora una flotta di 500 taxi senza conducente gestiti dal colosso tecnologico Baidu. Questo numero è destinato a crescere, poiché Baidu prevede di aggiungere altri 1.000 robotaxi, evidenziando la spinta aggressiva della Cina verso la tecnologia dei veicoli autonomi.

L’ultimo robotaxi di sesta generazione di Baidu, la cui costruzione costa circa 27.500 dollari, rappresenta un significativo passo avanti in termini di convenienza e progresso tecnologico. Questi veicoli, spesso funzionanti senza conducente di sicurezza, fanno parte di una tendenza più ampia in Cina, dove la tecnologia senza conducente viene rapidamente commercializzata. “Penso che non ci sia bisogno di preoccuparsi troppo della sicurezza: deve aver superato l’approvazione di sicurezza”, afferma Zhang Ming, proprietario di un negozio di alimentari vicino al padiglione Qingchuan di Wuhan, riflettendo la fiducia generale tra i consumatori cinesi in questa fiorente tecnologia.

L’ampio sostegno del governo cinese è stato cruciale in questo sviluppo. Oltre a designare le aree di prova, Pechino ha implementato la censura per limitare la discussione pubblica sugli incidenti legati alla sicurezza, con l’obiettivo di promuovere un ambiente positivo per la tecnologia dei veicoli autonomi. I sondaggi di JD Power indicano che gli automobilisti cinesi sono più disposti rispetto ai loro colleghi americani a fidarsi dei computer per guidare le loro auto, un sentimento che ha spinto la Cina in vantaggio nella corsa globale per la supremazia della guida autonoma.

I robotaxi di Baidu sono dotati di tecnologia AI avanzata e operazioni di deposito automatizzate, tra cui lo scambio di batterie, la pulizia e lo smistamento. Questa automazione non solo riduce i costi operativi, ma apre anche la strada a un servizio di robotaxi più efficiente e scalabile. L’azienda punta a diventare redditizia entro il 2025 su base unitaria.

Il dominio della Cina in questo settore è facilitato anche dal suo stretto controllo sui dati. Le aziende cinesi hanno creato strutture di ricerca all’estero, ma assicurano che tutti i risultati vengano incanalati in patria. Ciò ha creato un ambiente difficile per le case automobilistiche straniere che vogliono sfruttare i progressi cinesi per i loro veicoli venduti altrove. “Se si escludesse la California dall’equazione, l’industria cinese della guida autonoma non sarebbe neanche lontanamente vicina al punto in cui si trova ora”, osserva Michael Dunne, un consulente automobilistico con sede a San Diego.

Mentre le città di tutta la Cina, dai porti costieri come Shenzhen alle metropoli montuose come Chongqing, continuano a incoraggiare un’ampia sperimentazione con veicoli autonomi, il Paese è pronto a guidare la transizione globale verso la tecnologia senza conducente. La China Society of Automotive Engineers prevede che entro il 2030, il 20% delle auto vendute in Cina sarà completamente senza conducente, mentre un altro 70% sarà dotato di tecnologie avanzate di guida assistita.

Al contrario, l’introduzione dei taxi senza conducente negli Stati Uniti ha dovuto affrontare ostacoli significativi. Aziende come Cruise della General Motors hanno interrotto i servizi a seguito di incidenti legati alla sicurezza e il controllo normativo rimane elevato. Nel frattempo, le case automobilistiche cinesi non solo stanno avanzando rapidamente, ma stanno anche creando un precedente che potrebbe presto influenzare i mercati globali.

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