Cultura

La “Seconda Cappella Sistina” restaurata nell’ospedale più antico d’Europa –

Il 22 luglio Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, ha inaugurato la riapertura, dopo un restauro biennale, del magnifico Rinascimento”Corsie Sistine” o, “Rione Sistina” a il il più antico ospedale ancora funzionante d’Europa, il complesso di Santo Spirito in Saxia. L’ampio lavoro ha riparato il soffitto ligneo intagliato, la muratura, l’intonaco interno ed esterno e ha fatto rivivere l’immensa distesa (13.000 piedi quadrati) di affreschi e legni dipinti policromi.

L’ospedale sulle rive del Tevere, a soli cinque minuti a piedi dalla Basilica di San Pietro, fu fondato nel 727 dal re Ina del Wessex sull’antico sito dei giardini di Agrippina il Vecchio, madre dell’imperatore Caligola. Questa cittadella fortificata era conosciuta come Schola Saxonum perché forniva alloggio e assistenza ai pellegrini inglesi, inclusi diversi re, fino alla conquista normanna. In seguito Santiago de Compostela e Canterbury divennero luoghi di pellegrinaggio ancora più popolari di Roma, quindi la Schola cadde gradualmente in rovina.

La facciata dell’attuale ospedale di Santo Spirito in Saxia.

Poi nel 1198 Innocenzo III, papa dal 1198 al 1216, soffrì molto per un sogno ricorrente: i pescatori del Tevere tirarono nelle reti numerosi corpi di bambini annegati e presentarono il pescato al papa. (Illegittimi, erano stati gettati nel fiume dalle loro madri adultere o cortigiane che avrebbero voluto nascondere il loro peccato). Il sogno si conclude con un angelo che ordina a Innocenzo di costruire un ospizio per i bambini indesiderati, così commissiona allo scultore/architetto Marchionne D’Arezzo la ricostruzione della schola come ospedale per la cura dei bambini abbandonati, dei malati, dei poveri e dei senzatetto.

Costruita in una delle sue pareti esterne è ancora oggi visibile una “ruota degli esposti”, un giradischi di legno dietro una porticina su cui i bambini indesiderati potevano essere collocati in modo anonimo e così successivamente accuditi. Inoltre, il 25 novembreth1198 approvò l’Ordine degli Ospitalieri con la bolla “vita religiosa” e mise Guy de Montpellier, un cavaliere templare che aveva già fondato diversi ospedali in Francia, sotto la protezione del Vaticano.

Papa Innocenzo III. Foto: Wikipedia.

Creò quindi uno statuto di regole per l’Ordine e affidò la gestione dell’Ospedale a Montpellier e al suo Ordine. Tre anni dopo dotò l’Ospedale di notevoli introiti; ricevette anche numerose donazioni tra cui una dal famigerato Giovanni, re d’Inghilterra dal 1199 al 1216. Insieme, questi hanno coperto il costo di edifici aggiuntivi per l’ospedale.

Meno di tre secoli dopo, nel 1471, l’ospedale fu devastato da un incendio di origine sconosciuta. Quindi, era diverso da quelli del 9th secolo durante il pontificato di Leone IV che era stato insediato da predoni saraceni che avevano risalito il Tevere. Molti secoli dopo questi fuochi furono raffigurati nell’affresco di Raffaello intitolato “L’incendio in Borgo” (1514-17) commissionato da papa Giulio II per i suoi appartamenti nel Palazzo Apostolico Vaticano. L’affresco di Raffaello raffigura Papa Leone IV che spegne un incendio nell’847 con una benedizione da un balcone davanti all’antica Basilica di San Pietro.

Il neoeletto papa Sisto IV (r. 1471-84) disperava per le rovine scure e senz’aria dell’ospedale che descrisse come “un luogo destinato alla prigionia piuttosto che al recupero della salute”. Così, ordinò una ricostruzione completa delle strutture in previsione del prossimo Giubileo del 1475. La nuova struttura, soprannominata “Corsie Sistine”, fu il primo esempio di architettura civile rinascimentale realizzato a Roma. La nuova struttura, soprannominata “Corsie Sistine”, fu il primo esempio di architettura civile rinascimentale realizzato a Roma.

Sormontato da una torre ottagonale, il Corsie è un’immensa sala, lunga 90 metri e larga 40, divisa in due ambienti separati da una torre, o lanterna, progettata dall’architetto ed ebanista fiorentino Giovannino de’ Dolci. Sotto la lanterna al centro del Corsie c’è un cibo (un baldacchino con quattro colonne sopra un altare), probabilmente l’unica opera romana del Palladio. In passato, dietro l’altare c’era un organo a canne per dare qualche piacere agli ammalati durante la loro permanenza.

Affresco di Raffaello, “Fuoco nel Borgo”.

Di particolare bellezza, da cui l’attribuzione del Corsie come “la seconda Cappella Sistina” (anche se cronologicamente un po’ precedente), sono le sue pareti affrescate. Dipinti da Melozzo da Forlì, Ghirlandaio, Pinturicchio e Antoniazzo Romano, raffigurano sulle pareti di fronte circa 50 scene della vita dei papi Innocenzo III e Sisto IV. I loro episodi più importanti sono l’annegamento di bambini illegittimi nel Tevere, i pescatori che mostrano i bambini morti a papa Innocenzo III, il suo sogno e la sua fondazione dell’ospedale e dell’orfanotrofio.

Non passò molto tempo prima che in tutta Europa sorsero ospedali costruiti sul modello di Santo Spirito Saxia. Sappiamo che prima del pontificato di Innocenzo III non esistevano ospedali dedicati alla cura dei figli illegittimi, dei poveri e dei senzatetto. Alla fine del 13th secolo gli Ospedali del Santo Spirito erano circa 100. La maggior parte erano ubicati nel Lazio, ma altri erano in Umbria (Foligno), Abruzzo, Marche, Toscana (Firenze) e Regno di Napoli (Pozzuoli). Entro la fine del 15th secolo erano oltre 1.000.

I pazienti per lo più anziani sono stati ospitati nel Corsie perché questa struttura ha un camminamento coperto e un terrazzino dove si sedevano. A volte negli anni ’80 o ’90, il Corsie fu abbandonato, e durante l’anno giubilare 2000 questo complesso monumentale divenne un centro congressi rimasto fino ad oggi chiuso.

In occasione dell’inaugurazione della sua riapertura al pubblico, che ha opportunamente esposto 48 fotografie della sanità mondiale, il Presidente Mattarella ha firmato il Il libro della fratellanza. Si tratta di un codice miniato risalente al 1446 e firmato da allora dalla maggior parte dei benefattori dell’Ospedale. Dario Franceschini, ministro della Cultura italiano, ha anche annunciato che ci sono molti altri ospedali storici in Italia in programma di restauro grazie a una nuova iniziativa del suo Ministero.

L’ingresso è gratuito, ma per la visita è necessaria la prenotazione.

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