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Laura Pausini’s refusal to sing Bella Ciao sparks political debate in

Il dibattito su Bella Ciao precede le elezioni in Italia.

La cantautrice italiana Laura Pausini ha suscitato polemiche dopo aver rifiutato di cantare l’inno della resistenza antifascista italiana Bella Ciao alla televisione spagnola perché “troppo politica”.

La star vincitrice di un Grammy aveva partecipato a un gioco musicale nel popolare quiz show El Hormiguero in cui i concorrenti dovevano cantare una canzone che conteneva la parola corazón, il cui significato si traduce in vari modi come cuore, amore o tesoro.

Pausini ha suggerito Cuore Matto di Little Tony ma nessuno dei presenti sembrava conoscere la canzone nonostante fosse famosissima in Italia.

Il presentatore dello spettacolo Pablo Motos si è poi lanciato in Bella Ciao, mentre gli altri ospiti hanno cantato insieme alla canzone che ha guadagnato fama internazionale dopo essere apparsa nella serie Netflix di successo Money Heist.

Tuttavia sono stati fermati bruscamente da Pausini che ha rifiutato categoricamente di partecipare. “È una canzone molto politica e non voglio cantare canzoni politiche”, ha detto rapidamente.

L’ospite non ha messo in dubbio le sue motivazioni e il programma è andato avanti come se niente fosse.

Tuttavia il netto rifiuto di Pausini di cantare Bella Ciao non è passato inosservato tra gli esponenti della sinistra politica, sia in Spagna che in Italia, e subito è scoppiata una polemica sui social.

La cantante ha ricevuto un contraccolpo da Adriana Lasta del Partito Socialista Operaio Spagnolo, che ha twittato: “Rifiutarsi di cantare una canzone antifascista dice molto sulla Pausini e niente di positivo”.

Ibàn Garcia, un membro del partito di Lasta, ha scritto su Twitter: “Né con i demorat né con i nazisti. Uguaglianza”.

Il rifiuto di Pausini di cantare Bella Ciao è stato però accolto da Matteo Salvini, leader della Lega di destra italiana, che ha twittato la sua “stima” per l’artista.

La cantante ha tentato di sedare le polemiche twittando, in spagnolo: “Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Quello che penso della vita lo canto da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non inventare ciò che non sono”.

Alcuni commentatori in Italia hanno suggerito che la Pausini si sarebbe trovata nel mezzo di una controversia se avesse cantato o meno la canzone divisiva, data la delicatezza del suo tema.

Altri hanno suggerito che potrebbe non aver voluto banalizzare una canzone che ha un significato così profondo per così tanti.

L’incidente arriva nel bel mezzo di una campagna elettorale molto carica in Italia, che la destra dovrebbe vincere con un risultato schiacciante dopo la votazione del 25 settembre.

Bella Ciao

Ogni anno, il 25 aprile, Bella Ciao viene cantata in tutta Italia in occasione della Festa della Liberazione che segna la liberazione del Paese dall’occupazione tedesca e dal regime fascista alla fine della seconda guerra mondiale.

Originariamente una canzone popolare di protesta italiana del XIX secolo, il testo di Bella Ciao è stato modificato negli anni ’40 per raccontare la storia di un giovane che saluta il suo amore per unirsi ai partigiani italiani.

La canzone fu presto adottata come inno dei partigiani d’Italia e oggi è cantata in tutto il mondo come un inno antifascista di libertà e resistenza.

Bella Ciao rimane comunque divisiva in Italia ed è disprezzata da quelli di destra che si rifiutano di celebrare la Festa della Liberazione.

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