L’Italia ricorda il giudice antimafia Borsellino nell’anniversario dell’omicidio

La premier Giorgia Meloni commemora le vittime dell’attentato di via D’Amelio avvenuto in questo giorno di 31 anni fa.

In Italia ricorre il 31° anniversario dell’assassinio del giudice antimafia Paolo Borsellino, assassinato da Cosa Nostra a Palermo il 19 luglio 1992.

Borsellino è stato ucciso da un’autobomba in via d’Amelio, mentre stava per visitare la madre, insieme a cinque poliziotti: Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

Il primo ministro italiano Giorgia Meloni si recherà mercoledì a Palermo per partecipare a una cerimonia di commemorazione di Borsellino e dei cinque poliziotti uccisi.

In una lettera al Corriere della Sera la Meloni ha sottolineato l’impegno del suo governo nella lotta alle organizzazioni mafiose, sottolineando “la determinazione e il coraggio” nell’affrontare a testa alta il “cancro mafioso”.

Ha anche evidenziato l’arresto all’inizio di quest’anno del boss mafioso più ricercato d’Italia, Matteo Messina Denaro – dopo 30 anni di fuga – che nel 2002 è stato processato e condannato all’ergastolo in contumacia per numerosi omicidi tra cui l’uccisione di Borsellino e compagni anti -giudice mafioso Giovanni Falcone.

“C’è ancora molto da fare, ma il nostro impegno non si esaurirà mai. Semplicemente perché la lotta alla mafia è parte di noi, è un cardine della nostra identità, è la questione morale che guida il nostro agire quotidiano” – ha scritto Meloni – “ Lo dobbiamo a Paolo Borsellino, e a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la giustizia e hanno onorato l’Italia”.

Luogo dell’attentato con l’autobomba in via D’Amelio, 19 luglio 1992.

All’indomani dell’attentato di via D’Amelio

La famiglia di Borsellino ha rifiutato un funerale di stato, con la vedova Agnese che ha accusato il governo di non aver protetto il marito.

La famiglia ha invece tenuto una cerimonia privata, chiedendo espressamente che i politici stiano alla larga.

Durante il funerale dei cinque agenti di polizia uccisi, folle inferocite hanno sfondato le barriere e hanno deriso i rappresentanti statali presenti, in mezzo a una crescente crisi di fiducia nella capacità delle autorità di combattere la criminalità organizzata.

Durante le scene caotiche, i servizi di sicurezza sono stati costretti a spingere fuori dalla cattedrale di Palermo il presidente italiano Oscar Luigi Scalfaro, il primo ministro Giuliano Amato e il capo della polizia Vincenzo Parisi.

L’omicidio di Borsellino è avvenuto 57 giorni dopo che il suo amico, il magistrato antimafia Giovanni Falcone, era stato ucciso insieme alla moglie Francesca Movillo e a tre poliziotti – Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro – nell’attentato di Capaci, nei pressi dell’aeroporto di Palermo.

Borsellino e Falcone trascorsero la maggior parte delle loro illustri carriere professionali come giudici e magistrati inquirenti cercando di rovesciare il potere della mafia siciliana.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in una fotografia iconica di Tony Gentile.

La morte degli uomini ha provocato una grave repressione contro le organizzazioni mafiose e ha portato all’arresto nel 1993 del famigerato padrino di Cosa Nostra Totò Riina, morto in carcere nel 2017.

L’anno scorso l’Italia ha celebrato il 30° anniversario degli omicidi di Falcone e Borsellino con l’emissione di una speciale moneta da 2 euro in loro onore.

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