Monfalcone deve garantire i luoghi di culto dice CoS – Politica

La città portuale nord-orientale di Monfalcone, dove gran parte della popolazione è costituita da lavoratori musulmani dei cantieri navali, deve garantire di avere luoghi di culto adeguati, ha detto giovedì il Consiglio di Stato dopo che il consiglio comunale ha chiuso le due moschee presumibilmente irregolari della città, ospitate in negozi.


Il massimo tribunale amministrativo italiano ha accolto i ricorsi delle associazioni culturali islamiche Darus Salaam e Baitus Salat di Monfalcone.


Nella sua ordinanza il CoS ha affermato che “l’amministrazione (cittadina) è tenuta a individuare, di concerto con le parti interessate e in uno spirito di reciproca e leale collaborazione, luoghi alternativi accessibili e dignitosi per consentire ai credenti di pregare”.


Ha fissato una tavola rotonda per la discussione entro sette giorni.


Il contenzioso tra Comune e associazioni riguardava due edifici adibiti alla preghiera, per i quali era stato disposto il ripristino della loro destinazione d’uso.


Monfalcone è la base principale del colosso cantieristico Fincantieri.


La maggioranza dei lavoratori sono ora immigrati bengalesi di fede musulmana.


La sindaca di Monfalcone, Anna Maria Cisint, partito di destra della Lega, ha portato avanti una crociata contro quella che lei definisce una cronica mancanza di integrazione da parte soprattutto degli immigrati musulmani, che secondo lei si rifiutano di imparare l’italiano, mandano le loro donne a lavorare fuori casa o si integrano in qualsiasi modo. con la comunità locale.


Recentemente è stata messa sotto scorta dalla polizia dopo aver ricevuto minacce di morte per la chiusura delle moschee.

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