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Muore a 103 anni Mario Fiorentini, leggendario personaggio della Resistenza italiana

I Fiorentini ebbero un ruolo fondamentale nell’organizzazione dell’attacco di Via Rasella contro le truppe tedesche occupanti.

Mario Fiorentini, figura leggendaria della Resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale, è morto lunedì notte a Roma all’età di 103 anni.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha salutato “il coraggio e l’umanità” di Fiorentini, definendolo un “simbolo della Resistenza antifascista italiana” che “si è distinto a Roma nella lotta al nazifascismo”.

Leader dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), Fiorentini è ricordato soprattutto per il suo ruolo nell’organizzazione dell’attacco di Via Rasella in cui furono uccisi 33 soldati tedeschi.

Sebbene non coinvolto fisicamente nell’attacco, fu il primo a notare che le forze di occupazione naziste passavano regolarmente per via Rasella, una stradina vicino a piazza Barberini, nel centro di Roma.

Il 23 marzo 1944, i combattenti della Resistenza italiana fecero esplodere una bomba fatta in casa in un carrello della spazzatura, provocando la morte di 33 membri della polizia militare di Bolzano mentre la pattuglia svoltava nella ripida strada.

Il comando delle SS a Roma sotto Herbert Kappler ordinò un’immediata e brutale rappresaglia – presumibilmente approvata da Hitler – che portò al rastrellamento e all’uccisione di 335 partigiani, prigionieri, ebrei e civili nel massacro delle Ardeatine.

Fiorentini è stato coinvolto in numerose operazioni di resistenza – tra cui un attacco solitario al carcere di Regina Coeli a Roma e alla guida di una missione della Resistenza nel nord Italia – guadagnandosi tre medaglie d’argento al valor militare.

Dopo la guerra divenne un noto accademico e matematico, e fu professore di geometria all’Università di Ferrara.

Era sposato con Luciana Ottobrini, una compagna partigiana morta nel 2015, e gli è sopravvissuta la figlia Claudia.

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