Occupazione ‘screditante’ dell’Università di Roma – Bernini – Notizie Generali

Il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, ha criticato martedì le proteste legate all’occupazione da parte degli studenti di sinistra della preside dell’Università La Sapienza di Roma e all’aggressione verbale al rettore dell’Università di Genova, definendo gli episodi comportamenti “vergognosi” che vanno ben oltre i limiti della libertà di pensiero o di protesta pacifica.

“Total support for Deans (Antonella) Polimeni and (Federico)
Delfino,” said Bernini.

“L’occupazione del rettorato della Sapienza e l’aggressione al rettore dell’Università di Genova sono atti vergognosi che vanno ben oltre la libera espressione del pensiero o la protesta pacifica”, ha aggiunto a proposito delle proteste nei due atenei per i legami con Israele e in solidarietà con i palestinesi di Gaza.

“Le università non sono zone franche dove si possono compiere intimidazioni o crimini. La violenza che alcuni collettivi stanno imponendo all’intera comunità accademica è intollerabile e ha come principali vittime gli studenti. Condanno fermamente quanto sta accadendo e ringrazio la polizia per la sua azione supporto”, ha detto il ministro.

Martedì mattina gli studenti dell’Università di Genova hanno manifestato davanti al Senato accademico per chiedere la fine della partecipazione ai bandi della Farnesina e agli accordi con università e società di armamenti israeliane.

Alcuni manifestanti presumibilmente autonomi si sono presentati anche nell’ufficio di Delfino e hanno gridato insulti tra cui “mostro”, “assassino” e “colpevole di genocidio”.

Intanto alla Sapienza di Roma ci sono stati momenti di tensione tra studenti e polizia quando diversi giovani hanno tentato di entrare nel rettorato dove si stava svolgendo una riunione dei gruppi che lunedì avevano occupato l’edificio.

Avevano detto che avrebbero occupato l’ufficio per denunciare la “complicità” dell’università con Israele, con il Senato pronto a decidere martedì su un’ulteriore cooperazione con Israele su progetti accademici. “Basta accordi con le università israeliane e l’industria bellica”, ha detto il gruppo Cambiare Rotta.

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