Perché vogliamo “di più”?

Quando ho incontrato Klara per la prima volta a un incontro sociale e ho avviato una breve ma intensa conversazione con lei, dopo la quale mi ha chiesto il mio biglietto da visita, non sapevo che avrebbe davvero chiamato il mio ufficio. Sposata, 2 figli, un cane, una carriera in uno studio legale di primo livello, sembrava aver capito tutto della sua vita.

Mi ha detto subito che era in crisi coniugale dopo 12 anni di matrimonio. Una crisi intrapsichica autoindotta, ma estremamente dolorosa. Si era innamorata di un collega del suo ufficio, non era ancora successo nulla, ma i segnali c’erano tutti. Un giorno stavano lavorando insieme a un caso, lei alzò lo sguardo dal documento che stavano esaminando e incontrò il suo, e seppe. Un’attrazione reciproca innegabile, quel vecchio sentimento, come un’onda elettrica che le attraversava il corpo e le offuscava la mente.

“Non so cosa fare”, ha concluso. “L’ultima cosa che voglio è ferire la mia famiglia per quella che potrebbe essere solo un’infatuazione passeggera e non posso mentire a mio marito. L’unica via d’uscita sarebbe parlargli dell’apertura del nostro matrimonio ad altre relazioni”.

Klara alludeva al concetto di “matrimonio aperto”, in cui due partner impegnati si danno reciprocamente il permesso di avere esperienze sessuali ed emotive al di fuori della loro relazione.

Un libro dal titolo rivelatore “More”, un libro di memorie di matrimoni aperti, è uscito 2 mesi fa ed è diventato un successo immediato soprattutto a Brooklyn, dove vivono i protagonisti, e in tutta la città. L’autrice, Molly Roden Winter, è Klara, avanzando velocemente di qualche anno. Lei e suo marito Stewart hanno trasformato la fantasia del matrimonio aperto in realtà per circa un decennio. È un diario, scritto con candore e precisione, di come ha funzionato per loro.

La necessità di un’alternativa al vecchio modello di matrimonio monogamo avvertita da molte coppie in questi giorni sembra evidente dal successo che questa pubblicazione ha avuto. La domanda cruciale è: se abbiamo una relazione ragionevolmente felice, perché vogliamo di più? Che tu ci creda o no, tutto accade nel cervello, non nel cuore!

Gli studi sul tema etereo dell’amore condotti presso la Harvard School of Medicine (Richard Schwartz e Jacqueline Olds) mostrano mediante neuro/imaging (fMRI) quali parti del cervello “si illuminano” quando sei innamorato. Anche il dottor Fred Nair, neurologo di Mission Viejo, California, autore del libro “Il vero amore: come usare la scienza per comprendere l’amore”, sottolinea la matrice biochimica dell’innamoramento.

“Amore, il massimo effetto della natura è tutto legato alle sostanze chimiche nel tuo cervello: un potente mix creato dalla natura per farti procreare e dare alla luce un bambino sano”

Il testosterone e gli estrogeni stimolano la lussuria; la dopamina, la norepinefrina e la serotonina creano attrazione; e l’ossitocina e la vasopressina mediano l’attaccamento. Purtroppo questi “farmaci” endogeni hanno una data di scadenza, 2/3 anni, dopodiché l’”amore passionale” si trasforma, nella migliore delle ipotesi, in “amore compassionevole”, un affetto tranquillo e meno emozionante tra due partner con tratti di personalità compatibili. In questa fase può esplodere il desiderio di riattivare le sostanze chimiche del “sentirsi bene” della fase iniziale e ricominciare da capo con un partner diverso.

Il matrimonio aperto è la strada da percorrere? Ciò pone domande non solo morali ma pratiche, come confessa Molly Roden Winter nel suo libro di memorie, come affrontare le domande esplicite di tuo figlio adolescente “Mamma, vai a letto con altri uomini?”.

Il dottor Nair prospetta uno scenario alternativo e più ottimista: due persone che una volta hanno avuto una relazione d’amore appassionata che si è trasformata in una partnership compassionevole possono riaccendere il desiderio attraverso i ricordi del loro amore passato. Innamorarsi all’inizio è sempre il prerequisito. Quindi…dimentica la biochimica, il neuro-imaging e tutta quella roba scientifica e continua ad innamorarti alla vecchia maniera romantica, relazione monogama o aperta: la tua scelta.

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