Quest’inverno l’Italia ha utilizzato 2 milioni di vaccinazioni anti-Covid. È obbligato ad acquistarne altri 40 milioni

Scorte obsolete

Dai rapporti interni emerge anche che l’Italia ha in deposito 21,5 milioni di vaccini Covid e di questi circa 16 milioni sono obsoleti, progettati per proteggere dalle varianti precedentemente dominanti. I documenti indicano che il governo intende donare 8,2 milioni di questi vaccini obsoleti alla Thailandia e alla Libia.

Molti altri paesi europei si trovano probabilmente in una situazione simile, anche se i dati non sono stati ancora pubblicati. I dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) mostrano che in media solo il 2,4% delle persone nell’UE/SEE ha ricevuto l’ultima dose di Covid. Si va dall’assenza di dati in alcune parti dell’Europa orientale a un massimo del 12,6% nei Paesi Bassi.

La ricerca della Rai ha fatto seguito alla trasmissione televisiva dell’indagine esclusiva di Politico, di dicembre, che ha mostrato che come minimo 215 milioni di dosi di vaccini Covid erano state gettate in tutta l’UE, per un valore stimato di 4 miliardi di euro. Di questi, l’Italia ne aveva buttati 49,1 milioni. La cifra totale è quasi certamente sottostimata, dato che diversi paesi, tra cui la Francia, hanno rifiutato di fornire dati sui colpi sganciati.

I documenti del Ministero della Salute italiano mostrano che finora il Paese ha speso 4,4 miliardi di euro in vaccini – e oltre la metà di questa cifra, ovvero 2,8 miliardi di euro, è stata destinata alle vaccinazioni BioNTech/Pfizer. Altri 1,3 miliardi di euro sono andati a un altro sviluppatore di iniezioni basate su mRNA, Moderna. Secondo i rapporti interni, il governo prevede di spendere altri 850 milioni di euro per le dosi che devono ancora essere consegnate.

Il Ministero della Salute italiano non ha risposto a una richiesta di commento.

Questo articolo è stato aggiornato per correggere l’appartenenza politica dell’eurodeputata Francesca Donato.

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