Regeni torturato con bastoni, ustioni dice medico legale – Notizie Generali

Giulio Regein è stato torturato con bastoni e ustioni, ha riferito il consulente medico della Procura al processo in contumacia di Roma contro quattro agenti di sicurezza egiziani nella tortura e morte del 28enne ricercatore italiano dell’Università di Cambridge nel gennaio-febbraio 2016. Mercoledì i sindacati egiziani dei venditori ambulanti.


Regeni ha subito varie forme di tortura al Cairo, ha dichiarato il coroner e consulente della procura Vittorio Finceschi durante il processo contro il generale della Sicurezza nazionale Tariq Sabir e i suoi subordinati, i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi, e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.


Ha subito pugni, calci, ustioni, percosse sulla pianta dei piedi e dolorose manette ai polsi e alle caviglie, ha riferito Finceschi, che ha effettuato l’autopsia sul corpo.


Il 6 febbraio 2016 il perito forense ha esaminato il corpo del ricercatore, il cui cadavere mutilato e seminudo fu ritrovato abbandonato in un fosso sulla strada dal Cairo ad Alessandria il 3 febbraio di otto anni fa, nove giorni dopo la sua scomparsa nella metropolitana del Cairo. il 25 gennaio.


Regeni, di Fiumicello, una cittadina vicino a Udine, nel nord-est dell’Italia, è stato torturato così brutalmente che sua madre Paola Deffendi ha detto di poterlo riconoscere solo “dalla punta del naso”.


Deffendi ha detto che “tutto il male del mondo” è stato recato sul corpo di suo figlio.


I quattro agenti sono sotto processo anche se è stato impossibile, a causa della mancanza di collaborazione da parte dell’Egitto, informarli del procedimento.


Si ritiene che Regeni sia stato ucciso a causa della natura politicamente delicata della sua ricerca per Girton Collega presso l’università britannica, sui sindacati indipendenti dei venditori ambulanti.


Secondo quanto riferito, uno dei capi sindacali lo ha indicato come spia.


Il suo corpo, secondo l’autopsia del Finceschi, presentava importanti segni di tortura estrema: contusioni e abrasioni dappertutto dovute a un duro pestaggio; estesi lividi dovuti a calci, pugni e aggressioni con un bastone; più di due dozzine di fratture ossee, tra cui sette costole rotte, tutte le dita delle mani e dei piedi, nonché gambe, braccia e scapole; ferite multiple da taglio sul corpo, comprese le piante dei piedi, possibilmente causate da un rompighiaccio o da uno strumento simile a un punteruolo; numerosi tagli su tutto il corpo effettuati con uno strumento affilato sospettato di essere un rasoio; estese ustioni di sigaretta; una bruciatura più grande tra le scapole realizzata con un oggetto duro e caldo; un’emorragia cerebrale; e una vertebra cervicale rotta, che alla fine ha causato la morte.

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