Ricerca sull’esplosione mortale di una centrale elettrica in Italia

Giovedì i sindacati italiani protesteranno per i decessi sul lavoro.

Almeno tre persone sono morte e quattro risultano disperse in seguito all’esplosione avvenuta martedì in una centrale idroelettrica sul Lago di Suviana, nel nord Italia.

Proseguono le ricerche degli operai dispersi dopo che l’esplosione ha portato al parziale crollo della struttura sotterranea a Bargi, a circa 70 km a sud-ovest di Bologna, in Emilia-Romagna.

Cinque lavoratori sono stati ricoverati in ospedale, tre dei quali gravemente feriti, in seguito al disastro che si ritiene sia stato causato dall’esplosione di una turbina all’ottavo piano sotterraneo.

L’esplosione ha scatenato un incendio che ha provocato il crollo di un soffitto e l’allagamento fino a 40 metri di profondità, rendendo complicati e pericolosi i soccorsi.

La squadra di tecnici stava effettuando lavori di manutenzione sull’impianto che risale agli anni ’70 ed è gestito dal fornitore di energia italiano Enel.

I tre italiani uccisi dall’esplosione avevano 36, 45 e 73 anni, secondo le notizie locali.

Martedì il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha dichiarato di seguire “la terribile notizia con preoccupazione”, offrendo solidarietà alle famiglie delle vittime e dei feriti e ringraziando tutti coloro che sono coinvolti nei soccorsi.

Il disastro ha riacceso in Italia il dibattito sulle morti sul lavoro e precede la giornata di scioperi e proteste di giovedì per evidenziare questioni tra cui la sicurezza sul posto di lavoro.

Photo Vigili del Fuoco

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