Esteri

Sangue di Napoli santo si liquefa in ‘miracolo’ ricorrente

Lunedì a Napoli è avvenuto il ‘miracolo’ ricorrente.

Il sangue del santo patrono di Napoli Gennaro si è liquefatto lunedì mattina nella cattedrale della città, portando sollievo tra alcuni napoletani superstiziosi che lo vedono come di buon auspicio.

Il ‘miracolo’ è stato annunciato alle 09.26 dall’arcivescovo Mimmo Battaglia, tra lunghi applausi, secondo la cronaca italiana.

La congregazione comprendeva il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, il ministro della Cultura Dario Franceschini, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

L’evento si svolge tradizionalmente in tre date: il 19 settembre (festa del santo), il 16 dicembre e il primo sabato di maggio.

In ogni occasione i fedeli si radunano nella città del sud Italia per assistere alla liquefazione di quello che si dice sia un campione del sangue di S. Gennaro, conservato in un’ampolla di vetro sigillata.

Tre volte l’anno questa fiala di sangue secco viene esposta alla pubblica venerazione, con i “parenti” di S. Gennaro – un gruppo di fedeli anziani – che intonano litanie e preghiere secondo una tradizione che risale all’Ottocento.

Chi era S. Gennaro?

S. Gennaro, o S. Gennaro, fu vescovo di Benevento nel III secolo, le cui ossa e sangue sono conservate come reliquie presso la cattedrale di Napoli.

Si ritiene che sia stato martirizzato durante la persecuzione cristiana, sotto l’imperatore Diocleziano, intorno al 305.

Secondo la tradizione locale, se il sangue di S. Gennaro non si liquefa segnala un imminente disastro tra cui guerra, carestia o malattia.

Il sangue non si è liquefatto il 16 dicembre 2020, in quello che è stato visto da alcuni come un presagio di brutte cose a venire.

I napoletani superstiziosi ritengono però che sia di peggior presagio se il miracolo non avviene nel giorno della festa del santo.

Due mesi dopo la mancata liquefazione del sangue, il 19 settembre 1980, l’Irpinia – situata a 50 km a est di Napoli – fu colpita da un devastante terremoto che uccise quasi 3.000 persone.

In precedenti – ma non in tutte – occasioni in cui il sangue non si liquefaceva nel giorno della festa del santo, segnò una brutta notizia per Napoli.

Il miracolo inoltre non avvenne nel 1939 e nel 1940, in coincidenza con l’inizio della seconda guerra mondiale e l’entrata in conflitto dell’Italia, e ancora nel settembre 1943: data dell’occupazione nazista.

I napoletani si sono sempre rivolti al loro patrono per proteggerli dalle calamità naturali – scrive il quotidiano dei vescovi Avvenire – con folle di persone che nei primi secoli cercavano rifugio nelle catacombe di Capodimonte.

Così avvenne nel 472, 512 e 685, con i vescovi napoletani dell’epoca che guidavano le preghiere del popolo.

Divenne poi consuetudine invocare S. Gennaro per chiedere la fine delle eruzioni vulcaniche: nel 1631, il 16 dicembre, si decise di esporre le reliquie e l’eruzione del Vesuvio si fermò.

La Chiesa cattolica ha sempre sostenuto le celebrazioni ma non ha mai formulato una dichiarazione ufficiale sul ‘miracolo’.

Tuttavia non consente l’apertura della fiala sigillata che ha ostacolato la ricerca scientifica sul fenomeno.

Il sangue non si è sciolto durante le visite di papa Giovanni Paolo II nel 1990 o di papa Benedetto XVI nell’ottobre 2007 – riporta Avvenire – ma si è liquefatto quando papa Francesco lo ha visitato nel marzo 2015.

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