Sindacati scontenti dei piani di riforma fiscale

(COLORnews) – ROMA, 14 MAR – I rappresentanti sindacali hanno espresso la loro insoddisfazione dopo i colloqui con i rappresentanti del governo su una proposta di pacchetto di riforme fiscali martedì a Palazzo Chigi, affermando che prenderebbero in considerazione “iniziative di mobilitazione” se il governo non rispondesse alle loro richieste.

“Dobbiamo accelerare il discorso su previdenza, pensioni, salute e sicurezza, non autosufficienza, rilancio degli investimenti, qualità e stabilità del lavoro”, ha detto Luigi Sbarra, leader della Cisl, la seconda federazione sindacale italiana.

“Se il governo risponde alle nostre rivendicazioni e priorità, bene.

Altrimenti, insieme a CGIL e UIL, siamo disposti a valutare iniziative di mobilitazione a sostegno delle nostre rivendicazioni”. Gianna Fracassi, vicesegretaria generale della Cgil, dirigente della federazione sindacale, ha detto che l’incontro “non è andato bene né nel merito né nel metodo”, aggiungendo che il Il sindacato non ha condiviso l’intenzione di ridurre da quattro a tre il numero delle fasce di imposta sui redditi applicate ai dipendenti delle imprese private e dello Stato, propedeutiche all’introduzione della flat tax, altra misura contenuta nella proposta di riforma.

La riduzione, ha detto, “favorisce redditi alti e altissimi”, mentre la flat tax “è fuori dalla dimensione di progressività prevista dalla Costituzione”.

Il governo del premier Giorgia Meloni punta a introdurre una flat tax per tutti i lavoratori in Italia entro la fine dell’attuale legislatura, tra meno di cinque anni, secondo il disegno di legge di riforma fiscale.

Al momento, l’Italia ha una flat tax del 15%, ma attualmente si applica solo ai lavoratori autonomi che guadagnano fino a 85.000 euro all’anno.

La riforma mira anche a ridurre in modo significativo il numero di tasse in vigore in Italia. (COLORnews).

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