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Soumahoro lascia il caucus Verde-Sinistra

(COLORnews) – ROMA, 9 GEN – Aboubakar Soumahoro, attivista sindacalista migrante e unico deputato nero in Italia, ha lasciato lunedì il suo caucus di Alleanza dei Verdi-Sinistra (Avs) e si è unito al caucus misto della Camera dicendo di essere amaramente deluso dalla mancanza di sostegno di Avs per presunti sfruttamento di lavoratore migrante presso due cooperative agricole gestite dalla suocera a Latina a sud di Roma in un’indagine che ha coinvolto anche la moglie.

L’italo-ivoriano Soumahoro, 42 anni, che si era già autosospeso dall’AVS, ha rilasciato una dichiarazione ingombrante confutando le accuse di essere stato egli stesso colpevole.

Soumahoro, che si è affermato come il principale attivista italiano contro il caporalato e a favore dei diritti dei lavoratori migranti e dell’organizzazione sindacale, ha dichiarato: “Sono stato francamente stupito e amaramente deluso dal fatto che, con l’eccezione di qualche deputato isolato, ci sia stata un’assenza di solidarietà e sostegno politico da parte del caucus parlamentare dell’AVS”.

A metà dicembre Soumahoro ha difeso sua moglie Liliane Murekatete dopo che è emerso che era tra le sei persone indagate in un’indagine penale sulle cooperative di lavoratori migranti gestite dalla suocera.

Già si sapeva che la madre di Murekatete, Marie Terese Mukamitsindo, era indagata per accuse di frode e sfruttamento dei lavoratori nei confronti delle cooperative Karibu e Consorzio Aid.

Il caso ha messo gravemente in imbarazzo Soumahoro.

I sei sospetti sono accusati di coinvolgimento nell’emissione di false fatture che avrebbero consentito a Karibu di evadere le tasse, hanno detto fonti.

Gli investigatori hanno sequestrato agli indagati un totale di circa 650.000 euro, di cui 639.000 confiscati a uno e 13.000 ad altri due.

Hanno affermato che sono stati commessi reati tributari in relazione a “fatture per operazioni inesistenti” emesse tra il 2015 e il 2019.

Murekatete ha detto che non aveva “niente a che fare” con alcun illecito e Soumahoro ha detto che le credeva.

Ha aggiunto di non avere nulla a che fare con il presunto illecito riguardante le cooperative e ha detto che continuerà il suo lavoro per difendere i diritti dei lavoratori migranti.

Soumahoro, un eroe per molti, è diventato l’unico deputato nero in Italia dopo le elezioni politiche del 25 settembre, dove è stato “paracadutato” in un sicuro seggio di sinistra verde a Modena in Emilia-Romagna.

Si è presentato alla prima sessione parlamentare in stivali di gomma infangati per evidenziare la continua situazione dei lavoratori i cui diritti ha difeso contro i caporali e altre forme di sfruttamento per oltre un decennio.

La polizia di Latina, città fondata da Mussolini dopo la bonifica dell’Agro Pomptino negli anni ’30, sta esaminando documenti su finanziamenti e sovvenzioni per le due cooperative gestite da Mukamitsindo.

Li stanno vagliando per prove di salari e affitti non pagati, hanno detto fonti giudiziarie.

Anche Murekatete è stata presa di mira dopo che sono uscite le foto di lei che indossava abiti e accessori firmati.

Anche Soumahoro l’ha difesa allora, dicendo che godeva del “diritto alla moda”.

Lunedì il deputato ha affermato di essere stato “interpretato male” da persone che lo deridevano per quell’osservazione e ha affermato che “ognuno dovrebbe avere il diritto di vestirsi come meglio crede”. (COLORnews).

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