Trump rinnega il Progetto 2025, il controverso progetto per il suo secondo mandato

La campagna di Trump ha tentato di prendere le distanze dal Progetto 2025, con l'ex presidente stesso che ha rinnegato qualsiasi collegamento. “Non so nulla del Progetto 2025”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma social. “Non ho idea di chi ci sia dietro. Non sono d'accordo con alcune delle cose che stanno dicendo e alcune delle cose che stanno dicendo sono assolutamente ridicole e abissali”.

Nonostante queste smentite, tra gli autori del documento figurano diversi ex funzionari dell'amministrazione Trump, come Paul Dans e Spencer Chretien, il che suscita scetticismo circa il distacco della campagna dal progetto.

Project 2025 è una guida politica completa progettata per influenzare la prossima amministrazione repubblicana. Comprende quattro componenti principali: un dettagliato policy book, un database del personale dei lealisti, un'accademia di formazione per i futuri funzionari e un piano strategico per i primi 180 giorni della nuova amministrazione. Il documento di 920 pagine delinea cambiamenti radicali in vari settori, tra cui la burocrazia federale, l'immigrazione, la politica climatica e l'istruzione.

Tra le proposte più controverse c'è la richiesta di smantellare lo stato amministrativo ponendo tutte le agenzie federali sotto il diretto controllo presidenziale, un concetto noto come “teoria esecutiva unitaria”. Ciò eliminerebbe le tutele occupazionali per migliaia di dipendenti pubblici, sostituendole con nominati politici. Il progetto sostiene anche l'abolizione del Dipartimento dell'Istruzione e il consolidamento delle agenzie di immigrazione per migliorare la sicurezza delle frontiere.

Le raccomandazioni politiche del Progetto 2025 vanno oltre la ristrutturazione amministrativa. Propone cambiamenti significativi nelle politiche sociali ed economiche, molte delle quali hanno scatenato una forte opposizione. Ad esempio, il documento suggerisce di ripristinare il divieto per gli individui transgender di prestare servizio nell'esercito e di far rispettare il Comstock Act per limitare l'accesso alle pillole abortive. Chiede inoltre iniziative di scelta scolastica e la rimozione di termini come “uguaglianza di genere” e “diritti riproduttivi” dalle normative federali.

Sul fronte economico, il Progetto 2025 mira a tagliare i finanziamenti federali per la ricerca sulle energie rinnovabili, sostenendo invece un aumento della produzione di petrolio e gas. Propone tagli fiscali per le aziende e i percettori di redditi elevati, aumentando potenzialmente le tasse per le famiglie della classe media.

I democratici si sono espressi apertamente nella loro opposizione al Progetto 2025, definendolo una minaccia esistenziale per la democrazia americana. Il deputato della California Jared Huffman lo ha descritto come “un complotto distopico già in atto per smantellare le nostre istituzioni democratiche”. Ha sottolineato la necessità di una strategia coordinata per contrastare quella che percepisce come una presa di potere autoritaria.

La campagna del presidente Biden ha anche evidenziato i pericoli del progetto. “Trump e i suoi alleati sognano una rivoluzione violenta per distruggere l'idea stessa di America”, ha affermato la campagna in risposta alle osservazioni del presidente della Heritage Foundation Kevin Roberts, che ha suggerito che la nazione è sull'orlo di una seconda rivoluzione americana.

Il Progetto 2025 fa parte di un più ampio sforzo conservatore per influenzare la direzione della prossima amministrazione repubblicana. Riflette il ruolo di lunga data della Heritage Foundation nel dare forma alle politiche, risalente alla sua serie “Mandate for Leadership”, che ha fornito una tabella di marcia per la presidenza di Ronald Reagan nel 1981. La fondazione sostiene che molte delle sue raccomandazioni sono state implementate nelle precedenti amministrazioni.

La Heritage Foundation ha difeso il Progetto 2025 dalle critiche liberali, accusando i Democratici di allarmismo. Kevin Roberts ha sostenuto che il progetto mira a ripristinare l'autogoverno per gli americani di tutti i giorni e a combattere la “woke ideology” che, a suo dire, ha catturato le istituzioni federali.

Con l'avvicinarsi delle elezioni del 2024, il Progetto 2025 rimane una questione controversa. Il futuro del Progetto 2025 dipenderà probabilmente dall'esito delle elezioni presidenziali. Se Trump o un altro candidato repubblicano ne abbracciassero le proposte, gli Stati Uniti potrebbero assistere a una trasformazione radicale nella loro governance e nel tessuto sociale.

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