Uno strumento di intelligenza artificiale che ti sussurra la risposta giusta all'orecchio durante i colloqui di lavoro

L'avvento dell'intelligenza artificiale nel processo di colloquio ha rivoluzionato il modo in cui i candidati si preparano e si comportano durante i colloqui. Con strumenti come Interview Copilot e Interview Assistant, chi cerca lavoro può ora ricevere indicazioni in tempo reale e risposte personalizzate durante i colloqui. Queste piattaforme basate sull'intelligenza artificiale analizzano le domande poste e generano risposte appropriate, aiutando gli utenti ad articolare i propri pensieri in modo più chiaro e sicuro.

Una startup che sviluppa strumenti basati sull'intelligenza artificiale per chi cerca lavoro, Final Round AI, offre un generatore di curriculum AI, un servizio di scrittura di lettere di presentazione e uno strumento per simulazioni di colloqui. Ciò che è ancora più attraente per i potenziali intervistati, e controverso per i potenziali datori di lavoro, è che offre il suo Copilot: un'app che ascolta un colloquio e fornisce risposte all'intervistato in tempo reale.

Michael Guan, CEO della startup, l'ha definita un “gobbo magico”, ma ha chiarito che non la considera un imbroglio. “Bluffare” è il massimo a cui è disposto ad arrivare.

In un momento in cui il mercato del lavoro si è prosciugato e i datori di lavoro hanno la meglio, i colloqui di lavoro stanno diventando più stressanti e impegnativi. Business Insider riporta che “per ottenere un lavoro sono necessari test di personalità, valutazioni in loco e diversi round di colloqui (e questo supponendo che non si venga ignorati a metà)”.

I sostenitori dello strumento tecnologico AI sostengono che non solo aiuta a ridurre lo stress associato ai colloqui, ma livella anche il campo di gioco, consentendo ai candidati di presentare il meglio di sé. È innegabile che l'assistenza AI può essere una risorsa preziosa per molti, specialmente per coloro che potrebbero avere difficoltà con domande immediate o nervosismo.

Ma altri chiedono: “È barare?”

Nell'ambito dei colloqui di lavoro, il termine “imbrogliare” può essere piuttosto soggettivo. Alcuni potrebbero sostenere che qualsiasi forma di aiuto o preparazione extra potrebbe essere considerata imbrogliare, mentre altri la vedono semplicemente come un modo per essere ingegnosi. Ad esempio, i candidati potrebbero creare appunti dettagliati o “cheat sheet” a cui fare riferimento durante un colloquio virtuale, che potrebbero includere punti chiave sulle loro qualifiche, domande da porre all'intervistatore o promemoria della missione e dei valori dell'azienda. Altri potrebbero utilizzare supporti visivi o un portfolio per mostrare il loro lavoro in modo più efficace.

La linea di demarcazione etica tra essere preparati ed essere disonesti non è così netta come potremmo pensare. Travisare credenziali, competenze o esperienza, ad esempio, è una chiara violazione dell'integrità. Inviare un sostituto per fare il colloquio al posto tuo è una violazione altrettanto chiara dell'etica. Ma che dire di tutte quelle altre strategie, come le note, pensate per mostrare il candidato nella sua luce migliore?

Il dibattito nella Silicon Valley sul ruolo dell'IA è l'ultima versione dell'enigma e si concentra su preoccupazioni etiche, pratiche e tecnologiche. Da un lato, c'è entusiasmo per il potenziale dell'IA di livellare il campo di gioco, fornendo alle persone accesso a informazioni e coaching che potrebbero migliorare le loro prestazioni nei colloqui. Ciò potrebbe democratizzare le opportunità, specialmente per coloro che potrebbero non avere le stesse risorse o connessioni degli altri.

D'altro canto, c'è anche apprensione circa l'equità e l'autenticità dei colloqui se i candidati ricevono assistenza in tempo reale dall'IA. Ciò solleva interrogativi sull'integrità del processo e se rifletta veramente le capacità e il potenziale di un candidato.

Poi c'è la questione della trasparenza; i candidati dovrebbero rivelare l'uso dell'assistenza AI ai potenziali datori di lavoro; e come potrebbero i datori di lavoro verificarlo? Il dibattito tocca anche le implicazioni più ampie per il mercato del lavoro. Se l'AI diventasse uno strumento comune nei colloqui, potrebbe cambiare le competenze che sono apprezzate nei candidati, enfatizzando l'adattabilità agli strumenti AI e il pensiero strategico rispetto alla tradizionale preparazione ai colloqui.

Alla fine, come ogni altra innovazione tecnologica, una volta introdotta diventa impossibile tornare indietro al tempo in cui non esisteva. Per l'assistenza ai colloqui AI, diventa una questione di definirne i confini e gestire il modo in cui verrà utilizzata.

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